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Arancini Siciliani…o quasi

Se non fosse per il fatto che il riso un pò gonfia, ne avrei mangiate parecchie di queste palle di riso (come le chiamiamo qui a Napoli). In realtà parliamo di arancini, realizzati questa volta con non tutti gli ingredienti solitamente previsti dalla ricetta classica. Alcuni non li ho usati sempre per i vari motivi di allergia.
Però per chi per la prima volta li fa, questa ricetta va più che bene!!
Sono bianchi, nel senso che il riso non è con il sugo, e l’interno invece ha tanta carne macinata, tanti piselli, un pò di sugo e un pochino di mozzarella.
Ovviamente se fatti a mano, non saranno delle sfere perfette ma almeno un pochino ci avviciniamo.
Le potete fare di qualsiasi grandezza, anche se a me escono sempre della misura di un’arancia del tipo Washington XD Lo so…sono esuberante 😀
Per la cottura è sempre meglio la frittura, che anche se non è molto salutare, ma questi sfizi così devono essere cotti con la frittura. Nel forno potrebbero schiacciarsi o comunque aprirsi.
Una volta fatti, potete anche congelarli, come ho fatto anche io, per poi cuocerli quando ne avete voglia, lasciandoli per qualche oretta fuori dal congelatore.

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Ora…passiamo alla ricetta!! 😀 Continua a leggere

Una Pizza/Focaccia e una Parigina!

Visto che vi ho riempito di biscotti e dolcetti ora era il momento di qualche cosa di rustico e salato.
Anche se dopo le feste, è d’obbligo la disintossicazione da tutte le cose ingurgitate, ogni tanto ci può stare un pezzo di focaccia con pomodoro e mozzarella e magari una fetta di parigina. 😀
La Parigina, o Francesina, è una pizza rustica che nasce a Napoli, o meglio nella zona di Afragola ed è formata da uno strato inferiore di morbida pizza/focaccia, farcita con pomodoro, prosciutto cotto e mozzarella (o provola…a vostra scelta) e coperta con uno strato di pasta sfoglia. Questo rustico ha fatto sempre parte della mia infanzia, era il tipico spuntino che mia madre comprava quando avevo fame e che ovviamente io preferivo ed amavo più di tutti!! 😛
Credetemi, è un qualcosa che crea dipendenza, per in contrasto tra la sofficità della pasta della pizza e la croccantezza della sfoglia. Ve ne innamorerete! Provare per credere. 😉
In questo caso, avevo impastato più farina in modo da non fare solo la parigina, ma anche una bella pizza/focaccia. La chiamo così, perchè da un lato ha il pomodoro e la mozzarella, e quindi ricorda il condimento tipico della pizza, ma allo stesso tempo è altissima e sofficissima come una focaccia. Quindi, decidete voi come chiamarla… per me andrebbe anche bene focaccia 😀
La lievitazione è stata abbastanza breve rispetto a quelle lunghe che di solito mi piace fare, e anche la quantità di lievito di birra è maggiore rispetto al solito, visto che da mesi ormai uso poco lievito e lunghe lievitazioni. Però ammetto che non ha dato quella sensazione di gonfiore allo stomaco, quindi va bene così..risultato accettato ed esperimento superato alla grande 😀
Proseguiamo allora con la ricetta!! 😉

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Burger Bun o panino americano!

Il giorno prima degli esami di sicuro oltre a studiare mi trovate anche a pasticciare!
Finito di studiare è quasi d’obbligo fare qualcosa, che sia dolce o salato, devo fare qualcosa. E allora il giorno prima della prima prova dell’esame di abilitazione mi sono cimentata, per la seconda volta, nei panini per hamburger, detti anche Burger Buns.
Tempo fa ci provai per la prima volta; ero alle prime armi e non conoscevo ancora bene le tecniche di lievitazione, quindi il risultato fu un pò deludente. Tuttora la ricetta non mi ha soddisfatta del tutto, quindi devo ancora provarci per arrivare ad un risultato che mi soddisfi quasi a pieno. E facciamolo sto sacrificio!! XD
Però come seconda prova va più che bene.
Rispetto alla prima volta, ho prolungato i tempi di lievitazione ed ho aggiunto molta più manitoba e meno farina 00.
Quando è periodo di esami e mi prende la voglia di pasticciare, vado sempre sui lievitati, soprattutto su quelli a lunga lievitazione, e anche se non sono così, gliela prolungo io di proposito la lievitazione! 😀
Mi trovo meglio, perchè una volta impastati bisogna aspettare qualche ora prima di sgonfiare l’impasto e poi ancora altre ore per infornare, quindi, in questo modo ho più tempo per studiare o per ripetere più argomenti! 😉
Per questa volta, l’ho farcito con scarola fresca e condita, un hamburger di pollo e una sottiletta. In realtà ero addirittura andata al supermercato a comprare la maionese ma alla fine nessuno ha voluto farmi compagnia per mangiare una ciccionata, e quindi la maionese è rimasta lì, ancora chiusa ed immacolata, ma sono pronta per la prossima volta per avventurarmi in una ciccionata, sola o accompagnata non interessa! XD
Dunque, con questo panino, andiamo un attimo negli USA, per replicare una delle tradizioni alimentari di questo paese. Tuttavia, ormai anche qui in Italia ci sono le grandi catene di fast food in cui regna sovrano il Burger Bun farcito con di tutto, in ogni menù. Ma credetemi, almeno per quanto mi riguarda, preferisco non andarci, visto che ogni volta ho dovuto fare a cazzotti con una colica. Quindi, me lo faccio a casa e ci metto quello che mi pare, ma almeno non mi sento male.
Allora….facciamo un volo in America! 😀

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Il finger food del venerdì sera…con cicinielli!

Il venerdì è sempre quel giorno, oltre al lunedì, in cui dico di voler mangiare di meno…e poi non succede mai! XD
La sera della domenica sono convinta che il lunedì inizierò a mangiare sano e poco; in realtà è così..solo per il lunedì. Questo perchè poi durante la settimana mia madre si presenta con piatti più elaborati oppure le scappa qualche etto in più di pasta nella pentola dell’acqua che bolle. E allora mi rimane il venerdì per cercare di mangiare di meno…perchè poi penso che il sabato e la domenica mangerò sempre qualcosa in più, come la pizza del sabato sera o il pranzo ricco della domenica. Ecco…tutte queste premesse non valgono! Perchè? Perchè anche in questo caso arrivano mia madre e/o mia sorella che iniziano a farmi proposte indecenti o iniziano a chiedermi di fare sfizi vari.
Quello per cui optano sempre, sono le zeppole fritte!! Come si fa a dire di no?!?!? Poi soprattutto se si presenta mia madre con circa 200 g di cicinielli (o bianchetti come volete chiamarli voi) e dice…ci facciamo le pizzelle di cicinielli?! E lì non riesco a dirle no! troppo difficile da fare!
E allora, questo è lo sfizio preferito non solo di mia madre, ma anche mio, di mia sorella, di mio padre e di tutta la mia famiglia…ma penso anche di parecchi altri che non conosco! XD
E’ il solito antipasto che ti portano al ristorante quando ordini il menù di pesce (in quelli che le fanno), anche se molto spesso i cicinielli li servono cotti e conditi con sale, olio e limone (dire li adoro è troppo poco…li amo!! 😀 ). Per chi non riesce ancora a fare mente locale, si tratta di piccolissimi pesciolini che crudi sono trasparenti ma cotti diventano bianchi (da qui anche il nome bianchetti). Insomma sono i figli dei latterini che sempre fritti sono un sogno in terra…o in mare (??).
Queste pizzelle o zeppole o frittelle…sono la cosa per cui vale davvero la pena mangiare poco durante la settimana…. perchè hanno un sapore, una morbidezza e una croccantezza unica! Anche qui…provare per credere!! E qui si prova sempre XD
Comunque sia, tutta la ricetta è stata eseguita dalla qui presente…qualcuna l’ho anche fritta (per la soddisfazione di farlo), ma le altre le ho lasciate friggere a mia madre, semplicemente per un trauma, in pratica un incontro ravvicinato con olio bollente che ha lasciato il suo bel segno sul mio braccio e che ogni volta che lo guardo penso che la frittura per me è un qualcosa che è meglio guardare da lontano 😀
Chiuso questo sproloquio….vi parlo della ricetta.

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Love Broccoletti!!

Ricordo ancora che alcuni anni fa le verdure erano per me un qualcosa di sconosciuto e che, volutamente, non volevo proprio conoscere. Intanto gli anni passano e le idee e le abitudini (anche quelle alimentari) cambiano. All’epoca, quando ero ancora un’adolescente fino al primo anno di università, mia madre lottava con tutta se stessa per farmi mangiare verdure di ogni tipo, ed anche legumi! Ora, quasi sempre, cerco di proporle delle ricette diverse dal solito con le verdure e legumi… tuttavia, ci sono ancora delle verdure che proprio per gusto non riesco a mangiare (eh si lo so….ho i vizi!! XD ). I broccoletti però, non toglietemeli!! >.<
Intanto, lo considero un grande passo avanti per me stessa e per la mia salute…e anche mia madre ormai è strafelice!! 😀
Giustamente il cambiamento di pensiero e di gusto è avvenuto per evitare di mangiare cose non buone, che fanno parte della famosa categoria del cibo spazzatura, e quindi per fame ho iniziato a mangiare le verdure e anche più frutta. Olè! XD
Comunque sia, la ricetta di oggi, come avrete già capito, ha come ingredienti (di farcitura) i broccoletti pugliesi, facilmente sostituibili con altre verdure, come spinaci, broccoli (i famosi friarielli), melanzane, zucchine e altre ancora. Una valida alternativa, ad esempio, potrebbe essere ricotta, spinaci e mozzarella….pensateci!! 😛
Si tratta di una crostata, se così la vogliamo definire, rustica, senza uova e di rapida realizzazione!!
In questo caso, ho usato la doppia dose, ma vi riporto direttamente la dose singola per avere una sola crostata con diametro di 24 cm, che basta per 4 persone. 😉

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Il rotolo di brioche che non invecchia

Le vacanze sono ormai finite (purtroppo), ma per (s)fortuna la voglia e il tempo di pasticciare ancora no! 😛 Posso confermare che il dolce dell’estate, che ho realizzato decisamente più e più volte, è stato la crostata morbida alla frutta, in diverse varianti (senza uova, senza latte, senza burro) e sempre con frutta diversa: è diventato il dolce che faccio spesso per quando viene qualcuno a trovarmi a casa o se lo devo portare come “regalo”.
Ma bando alle ciance, stavolta vi scrivo non di un dolce ma di un qualcosa di salato. Era da molto tempo che desideravo realizzare un lievitato e allora ho ripreso una ricetta che non facevo da qualche mese ormai, ma che uso da anni e mi sono sempre trovata bene, mi ha sempre dato soddisfazione! 😀 Mi mancava il profumo acido/alcolico del lievitino, mi mancava vedere il risultato dopo la lievitazione, le bollicine piene di aria e l’avvolgere il recipiente con panni umidi come fosse un bambino (ok….non sto bene XD ).
Sto parlando di un rustico, fatto con impasto della brioche, e che in se e per se non è salato (infatti sto pensando di farcirlo anche in altri modi….non mi accontento facilmente XD ), ma ciò che rende salata questa preparazione è il contenuto, che anche in questo caso può essere scelto a proprio piacere. Nel mio caso, ho sempre usato prosciutto cotto e scamorza, semplice ma sempre d’effetto; è una ricetta che ricordo di aver preso anni fa dal web (non ricordo precisamente dove, ero alle prime armi e non avevo ancora l’abitudine di segnarmi le fonti…purtroppo :/ ) ma ormai sono arrivata anche a perfezionare la ricetta, per far si che l’impasto rimanga morbido anche dopo 1-2 giorni dopo averlo cotto. In pratica, non dico che è perfetto (sono sempre dell’idea che la perfezione non mi appartenga 😛 ), ma ci si avvicina. Provare per credere. 😉

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Inizio allora a descrivervi questo rustico che vi colpirà nel profondo del cuore (e anche dello stomaco!! XD ). Continua a leggere

Un tortano o un casatiello?

La differenza c’è!! Molto spesso, chi non conosce a fondo la vera storia di questi due preparati lievitati, li confonde o semplicemente li accomuna.
Solitamente qui a Napoli, ò Casatiell si usa anche per identificare una persona pesante e che facilmente ci fa annoiare, da qui l’ espressione “sì proprij nu’ Casatiell!!“. Tortano e Casatiello sono molto simili, in forma, ingredienti, preparazione e periodo di preparazione: quest’ ultimo corrisponde alla Pasqua, da qui la forma a “ciambella”, per ricordare la corona di spine di Gesù, e gli ingredienti? Praticamente gli stessi: salame (rigorosamente napoletano), cigoli (grasso del maiale), uova sode, strutto (che in napoletano chiamiamo “a’ nzogna”), sale, acqua, pepe, farina, pecorino (a quantità!!). Ma allora perchè sono diversi?
Ecco, ottima domanda: nel Casatiello le uova sode si trovano sia dentro l’impasto che  fuori, incastrate nell’impasto, mentre nel Tortano si trovano solo dentro.
La ricetta originale di questo buonissimo rustico, nonchè anche pesante per i vari ingredienti, prevede la preparazione con il criscito, una preparazione a base di acqua, farina e lievito di birra, che viene lasciato crescere per un lungo periodo (anche per una notte). In questo caso io che ho fatto? Beh, ho fatto un tortano un pò più semplice in termini di tempi di preparazione e con meno ingredienti (diciamo più leggero, diciamo eh! XD ).
In questo caso ho usato una ricetta di un libro che secondo me ha almeno 10 anni in più della mia età, e che mi è stato gentilmente regalato! Su questo libro ci sono tutte le ricette tipiche napoletane, dalla sfogliatella frolla al babà, fino ad arrivare alla ricetta delle “mulignane cca’ ciucculat” (melanzane con il cioccolato), molto diffusa nelle zone di Salerno. In questo caso ho apportato le giuste modifiche per arrivare al risultato finale.
Ammetto che per arrivare a questo risultato tanto sperato, l’ho dovuto fare tre volte, ed ovviamente alla terza volta è venuto bene!! 😀
Per questa volta ho usato la dose doppia per fare un unico tortano/casatiello più grande, usando lo stampo con diametro di 34 cm; qui vi riporto la dose di un solo tortano/casatiello, usando lo stampo con diametro di circa 26 cm.

2015-05-29 14.22.56E dopo questa introduzione storica su casatielli e tortani, smetto di essere anche io un pò casatiello, ed inizio a descrivervi questa ricetta. 😉

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